nono ciclo silsis MI

un pò perchè dobbiamo, un pò perchè ci crediamo...

Ho passato questi mesi ad aspettare un’idea, una buona idea da proporvi e la sera del 18 agosto 2008 l’ho trovata.
Racconterò una storia che vuole essere emozionante, o almeno cercherò di trasferire in queste righe le emozioni che ho provato quella sera.
Ma questa storia parla anche di etica ambientale, trasgressione, di combattività e vuole offrire agli studenti gli strumenti per capire le informazioni e le non-informazioni, per capire che anche l’ambiente può essere politica, quotidianità e interessa tutti, per sollecitarne la consapevolezza che un evento può essere importante, anche se non se ne parla.

Il Formicoso è un altopiano ubicato in Irpinia, nei pressi del comune di Andretta, in provincia di Avellino. Si presenta con ampie distese di campi coltivati a grano che corrono sinuose in tutte le direzioni. I piccoli paesi che lo circondano si scorgono a malapena, seguiti a loro volta dai laghi artificiali realizzati a partire dal dopoguerra per rifornire l’acquedotto pugliese, già vittima e testimonianza di un’etica ambientale distorta. I laghi vennero realizzati in Irpinia per sfruttarne l’eccezionale apporto idrogeologico e meteorologico. Le dighe vennero realizzate quasi esclusivamente con corpi-diga in terra per superare ostacoli come la pericolosità sismica e la natura geologica dei terreni d’imposta, per lo più argillosi, con una spiccata tendenza al dissesto, ma testardi al punto di supportare una diga, come la popolazione di quei posti.

Il Formicoso ospita agricoltori, bestiame, evidentemente molte formiche.. e uno schieramento di pale eoliche funzionanti, che producono il 25% del fabbisogno energetico della zona e che, benché ne sia in discussione da anni l’impatto ambientale, non sembrano stonare affatto con il paesaggio che le ospita, silenziose, orgogliose come la popolazione di quei posti.

Il Formicoso è un locus che può offrirsi come eden a chiunque lo desideri, un luogo di passaggio, una fotografia, mille fotografie, un quadro impressionista vivente, un ospitale ristoro spirituale, un’atmosfera di quelle dove si è tutti più vicini, dove ci si conosce da sempre, dove due ragazzi di Pompei al loro arrivo offrono vino e un pernottamento in camper a due viaggiatori bergamaschi confusi dalla bellezza e preoccupati dalla nottata troppo fresca per la loro tenda e i loro biscotti. Insomma il Formicoso è un paesaggio surreale, forse immaginario, timido, ma accogliente… come la popolazione di quei posti.

Ma un bel giorno di aprile, dalla televisione, entrava in tutte le case italiane l’uomo del miracolo che, stravolto di emozione, garantiva di risolvere il disastro ambientale della città di Napoli.
Mentre gli elettori-spettatori distratti attendevano dividendosi tra scettici, curiosi e fiduciosi-credenti, i più ingenui tra gli abitanti delle colline irpine non avrebbero mai pensato che i lontani problemi della città di Napoli li avrebbero coinvolti.

Senza entrare nel merito delle dinamiche con cui lo spazzino faceva sparire i famosi rifiuti, cercherò di illustrare come il Formicoso, distante più di 100 km dalla capitale dell’inquinamento solido urbano, rischia di essere violentato dai rifiuti e dalla disinformazione.
Il Formicoso viene scelto come sito per realizzare la “Discarica delle discariche”, una discarica ampia 10 volte le discariche tradizionali, al fine di ospitare i clandestini rifiuti industriali lombardi e veneti, gli indifferenziati rifiuti napoletani ed in minima parte quelli delle altre province campane, a partire da Avellino e Salerno con la loro raccolta differenziata, avviata già da diversi anni.
La sera del 18 agosto 2008 sul Formicoso ha luogo una manifestazione, non per protestare, ma per informare la popolazione e per proporre soluzioni alternative.

Premettendo che il sito è da anni nel mirino di politici e amministratori regionali, ci si chiede se non sia la bassissima rilevanza politica di questi pochi comuni rispetto al peso elettorale napoletano a rappresentare il fattore determinante nella scelta e vengono quindi esposte le perplessità a riguardo:
-l’Irpinia è un territorio ad elevato rischio sismico,
-il Formicoso è un altopiano molto ventoso e una discarica, aperta per decine di anni, non deve essere esposta a venti,
-il sottosuolo ospita un acquifero di ottima qualità, prezioso per il fabbisogno di almeno un paio di regioni,
-il paesaggio in questione è un bene naturale e culturale di inestimabile valore,
-nel 2008 brainstorming politico-tecnici parlano ancora di discariche, quando i sindaci dei comuni irpini propongono di puntare su impianti di trattamento dei rifiuti (da termovalorizzatori, a piccole industrie di riciclo, a impianti di compostaggio) creando oltretutto nuove opportunità di lavoro.

A questa manifestazione erano stati invitati giornalisti e politici nazionali.

A questa manifestazione sono presenti giornalisti locali, i sindaci e la popolazione dei comuni irpini, anche non direttamente interessati dalla realizzazione della discarica, due ragazzi di Pompei e due di Bergamo.

L’indomani mattina, in viaggio verso casa, i due viaggiatori bergamaschi prestano attenzione a giornali locali e nazionali fermandosi in diversi autogrill… notano con ironia che il territorio informato della manifestazione finisce molto prima di quello devoto a Padre Pio.

Il 25 agosto 2008 era previsto l’inizio della campagna geognostica, propedeutica alla realizzazione. La testardaggine di questi irpini dà i primi piccoli risultati: l’inizio dei carotaggi è rimandato e viene programmato un incontro tra i sindaci interessati e lo spazzino.

I due bergamaschi vogliono offrire un piccolo contributo alla causa continuando a divulgare tra chiacchierate, pause pranzo e siti internet….
A proposito, per approfondimenti: http://it.wordpress.com/tag/formicoso/.

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suoninbilico Commento da suoninbilico su 23 Settembre 2008 a 12:36
ciao robbè,
carino questo raccontino...forse potevi anche concluderlo meglio, ma cmq mi è piaciuto ke hai parlato anke della mia città e ke hai dato nuova voce ai problemi di Napoli...

mi scalda il cuore sapere ke c'è anke ki non la odia!

un bacione e a presto

p.s. anke io parlo di Napoli nel mio "racconto"...

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