4.45: mi sveglio completamente riposato ricordando ancora l'assurdo sogno appena interrotto in cui nel corridoio di una scuola in cui lavoravo, ma dove ero incapace di ricordare l'ora e l'aula in cui avevo lezione, mi ritrovo a raccogliere carciofini e funghi sott'olio che mi sono appena caduti di mano e, ostentando sicurezza, rimetto entrambe le delizie nei rispettivi vasetti da cui provenivano sapendo che li avrei poi fatti mangiare a qualche malcapitato. Capite ora che non avevo proprio voglia di tornare a dormire. Decido quindi di fare una pazzia e scendo silenziosamente in sala per mettermi a lavorare.
Obiettivo: creare la scheda per la visione del documentario "Vulcani: la furia della natura"
6.50: con 40 minuti di anticipo sulla sveglia anche Paola si alza e mi raggiunge in sala. Dopo essermi fatto fare i complimenti per la sveglia antelucana non mi trattengo e le racconto il sogno che ho avuto. So che non le piace che le racconti i sogni ma questo è tanto strano che le riesco a strappare "sarà stata la pizza di ieri...", un successo (quando ieri le ho raccontato che volavo in groppa ad un drago non si era nemmeno girata). Colazione con brioche appena acquistate all'alimentari sotto casa.
7.15: mi ricordo che devo scegliere, correggere e spedire le foto dei miei nipoti a mia sorella. Fortunatamente ieri per scivolare tra le braccia di Morfeo avevo ripetuto incessantemente il famoso mantra indiano "ricordati le foto, ricordati le foto...". Funziona!
8.36: "un veloce sguardo alla posta" è una pia illusione. Ogni email è fonte di curiosità insaziabile e nell'ordine due stanno facendo di questa mattina qualcosa di inaspettato.
La prima è la newsletter di "LeScienze". Passo almeno mezz'ora a guardare le news che riporta concentrandomi su quelle che parlano di evoluzione e della mente umana (i lettori più attenti avranno intuito il perchè: sono ovviamente i prossimi due argomenti che devo preparare per le ultime ore di lezione dell'anno). Risultato? molti bookmarks e poca sostanza. Vedremo...
La seconda è di un amico che riporta una notizia un pò strana (e per questo mi incuriosisce), che parla di un'auto ad aria compressa (e la cosa mi incuriosice parecchio) e di complotti delle sette sorelle (e la cosa mi incuriosisce di bestia!).
9.12: inizia l'indagine! una mail simile a quella che ho ricevuto io la trovate a questo
link senza però il commento negativo finale, giusto per capire di cosa si tratta. Da dove partire se non da Google? ecco allora inserire le magiche parole "motorshow 2001 eolo". Ok, non è stata una grande partenza ma da qualche parte bisogna cominciare. Ecco allora che mi incuriosisce la presenza di
foto di un'altro visitatore di quel mitico Motorshow. Allora non è tutta una bufala, qualcosa di vero ci deve essere anche se diverse foto non sono della Eolo ma di Peugeot (notato l'occhio sempre attento e critico del prof?).
Continuiamo con l'indagine: ovviamente su base casuale apro qualche altro sito e la fortuna mi arride e vi spiego subito il perchè. In questo genere di cose di solito si trovano articoli molto vecchi (tant'è che questa storia risale al 2001), ridondanti (notate anche l'uso forbito di parole inusuali del prof?) e di scarsa utilità. Invece questo
articolo è di pochi giorni fa. Tira in ballo aziende note (l'indiana Tata) e progetti recenti. Inoltre iniziano ad esserci, cosa molto rara in internet, le
references (notate l'uso disinvolto delle lingue straniere del prof?). L'articolo infatti è stato preso da un altro sito il cui nome già mi piace (e di cui vi consiglio di approfondire la filosofia perchè, a parte gli scherzi, è una cosa su cui dovremmo tutti riflettere al di là degli ideologismi):
www.decrescitafelice.it
Wow, allora la Eolo, o meglio la OneCAT è in produzione! e in un Paese che mi è tra i più simpatici (anche se hanno le loro belle e tremende contraddizioni): l'India.
E allora andiamo sul sito della
Tata
...
......
.........
Niente, della OneCAT non ne trovo traccia, mi faccio una cultura su questa azienda (pollice su per la storia di come si sia ripresa economicamente dopo il 2000 ma pollice verso perchè non sono riuscito a trovare i consumi nelle specifiche dei vari modelli) ma niente su auto ad aria compressa. Avranno paura che qualcuno gli soffi l'idea? UAHUHAUHAUHA (notate la comicità sfrenata del prof?). Sono finito in un vicolo cieco.
Torniamo allora al sito sulla decrescita felice e proviamo un'altra strada. Andiamo sulle tracce della
MDI, l'azienda che dovrebbe avere sviluppato le tecnologie necessarie sull'aria compressa!
Grande delusione, con l'occhio attento del prof investigatore mi accorgo che qualunque liceale un pò NERD saprebbe realizzare un sito del genere, gli scooter in vendita costano tutti uguale pur essendo evidentemente diversi come carrozzeria (mi veniva da dire fenotipo ma poi mi sono trattenuto, non voglio pisciare fuori dal vaso...) (notata la padronanza della cultura popolare del prof?) ma soprattutto nessun riferimento alla collaborazione con la prima industria automobilistica indiana. Altro vicolo cieco o meglio, a questo punto sembra chiaro che ci si trova davanti ad una truffa ben congegnata (la presenza al Motorshow è confermata dalle foto e da diversi articoli indipendenti pubblicati in quell'occasione) o ad un sogno irrealizzabile/irrealizzato di un visionario.
Se non che decido di guardare le pagine dedicate agli articoli pubblicati (Press) e trovo un
link interessante che ci porta alla conclusione di questo viaggio.
Qua si racconta della triste storia di due uomini per anni in affari e che ad un certo punto, come in alcuni grandi matrimoni, si lasciano lanciandosi piatti e bicchieri: pare che Guy Nègre, il progettista, sia stato irritato da pratiche commerciali poco ortodosse di Miguel Celades, suo socio in affari, e che abbia deciso di sciogliele la società, la famosa MDI, per andarsene a lavorare con o per la Tata mentre Mr. Celades ha deciso di continuare da solo cercando qualcuno che abbia delle buone idee sui motori ad aria compressa.
Che sia la parola fine a questa vicenda? ovviamente no (ma per me sì, questa indagine è stata snervante! ) perchè da quello che ho letto quest'ultimo sito(www.autobloggree.com) ha delle buone credenzialità e fornisce molti spunti per l'indagine al prossimo prof investigatore: qualcuno si candida?
10.36: sto per scrivere al mio amico i risultati della mia indagine ma poi mi chiedo "perchè non farci un bel post per il blog" (notate come usa in maniera disinvolta le tecnologie il prof?) "perchè non condividere con il resto della blogosfera tutto questo dispendio di energie ma soprattutto di tempo?". E allora sotto a scrivere...
11.52: arrivo alla fine del racconto. Se anche voi avete letto fino a qui vi stimo un sacco (se avete fatto solo del sano scrolling vi stimo un pò meno ma lo accetto uguale) e vi "ricompenso" condividendo qualche idea su come utilizzare questa vicenda.
Spesso abbiamo discusso sull'uso di intenet a scuola, di cosa bisogna insegnare ai ragazzi al riguardo e ci siamo trovati tutti d'accordo che sia fondamentale aiutarli a capire come riconoscere una buona informazione (la minoranza) da una cattiva informazione (la maggioranza): con questa indagine ho sperimentato come con un pò di spirito critico, pazienza, tempo e conoscenza della lingua inglese si possa fare una mini "indagine giornalistica". Ricerca delle fonti, confronto delle notizie, screening dei dati e poi rielaborazione delle informazioni, non ho studiato giornalismo ma credo che tutto sommato sia qua il nocciolo di come fare una onesta, se non buona, informazione.
Se un giorno non sapete cosa fare e avete l'aula d'informatica libera provate a chiedere ai vostri studenti con tono di voce sommesso, quasi cospiratorio, se hanno mai sentito parlare di una misteriosa macchina ad aria compressa. Farcite tutto con voci di omicidi irrisolti, accennate a segreti industriali sottratti da abili gigolò ad attempate ingegneresse (giusto per metterci del sesso fuori dagli stereotipi) e poi estraete con fare lento e teatrante dalla vostra borsa queste pagine...
auto aria compressa.pdf
12.05 per oggi è veramente tutto. Per i più curiosi la responsabilità di questo delirio di parole è da attribuirsi a Walter (compagno di scuola, ci possiamo definire così?) per avermi incoraggiato nel precedente post e di Davide (visitate il suo
sito per la pesca alla mosca, ne va giustamente fiero!) che mi ha inviato la mail incriminata. E forse un pò anche della pizza di ieri sera...
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